Non solo web, social media, email e TV. La vera scommessa è nel coinvolgimento immersivo di pazienti e consumatori. Così, nel marketing farmaceutico, prende sempre più piede il “phygital”, un approccio che integra strumenti digitali ed esperienze fisiche immersive per aumentare il coinvolgimento e costruire brand experience.
L’obiettivo del modello phygital è creare esperienze capaci di combinare contenuti digitali, interazione reale e storytelling immersivo.
Un esempio paradigmatico arriva da UCB, che ha utilizzato il marketing esperienziale per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’idrosadenite suppurativa, realizzando a Times Square nel 2025 la più grande sfera di cerotti mai costruita, riconosciuta dal Guinness World Records.
Perry DeGregorio, fondatore di Alaqua Marketing – agenzia statunitense specializzata in marketing esperienziale e strategie immersive per healthcare e consumer brand – sostiene che proprio gli spazi fisici rappresentino oggi il canale più sottoutilizzato dal pharma, soprattutto in un contesto in cui la pubblicità tradizionale DTC rischia di risultare sempre più standardizzata e poco distintiva.
Cresce inoltre l’interesse verso altre tecnologie immersive come gli ologrammi 3D, utilizzati da alcune pharma e ospedali in attività congressuali, educative e promozionali. Le soluzioni olografiche vengono impiegate soprattutto negli eventi di settore per migliorare l’engagement e facilitare la comunicazione di contenuti scientifici complessi.
Secondo gli osservatori, il marketing healthcare sta evolvendo verso modelli sempre più interattivi e personalizzati, in cui esperienza fisica e digitale tendono progressivamente a convergere.